lunedì 6 febbraio 2012

Ecco la flessibilità di Monti dove porterà

Ecco la flessibilità di Monti dove porterà:
A vivere in strada, o peggio come l'articolo sotto descrive, abbandonare i figli. Siamo ritornati al medioevo in poco più di vent'anni.


Il famoso discorso, fatto da uno che è senatore a vita, non è un posto fisso il senatore a "VITA"? Più fisso di questo. Caro monti, mettiti in gioco e dai le dimissioni, e magari vai in strada a vedere il mondo reale.


ATENE - Boom di bambini abbandonati– Articolo letto qui
È allarme abbandono nella Grecia del post-cracfinanziario. L’emittente televisiva BBC racconta il dramma della nuova ondatadegli abbandonati: i bambini che madri anonime e disperate lasciano davanti aiportoni delle chiese o salutano per sempre davanti all’ingresso delle scuole.Sono i trovatelli del Duemila questi piccoli che portano i nomi di Natasha, 2anni, di Anastasia, 8 anni, o della piccola Anna, affidata alla fortuna davanticasa di una maestra d’asilo con la sola compagnia di un biglietto: “Oggi nonverrò a prendere Anna. Non posso più prendermi cura di lei. Abbiatene cura voi.Sua madre”.

Il reportage della BBC propone l’intervista a un giovane sacerdote della chiesaOrtodossa, padre Antonios. Alle sue cure è stato affidato un centro diaccoglienza giovanile ed è responsabile dell’associazione Kivotos. PadreAntonios racconta di avere trovato dietro la porta di casa quattro neonatinegli ultimi 60 giorni. In più, una madre affamata gli ha lasciato in custodiadue gemellini. Un’altra madre– la madre di Natasha – gli ha lasciato in bracciola figlia per poi dileguarsi.

I casi di genitori che hanno abbandonato i figli a una sorte migliore sonocentinaia, secondo le dichiarazioni di padre Antonios. Le cause dell’abbandonosono i soldi e la mancanza di un riparo. Non ci sono più alle spalle «storie didroga, di alcool o di degrado; semplicemente non ci sono più i soldi peroccuparsi dei figli», dice il religioso. Ci sono storie di madri che arrivano aperdere 25 kg e che, per ritrovare un impiego, trascorrono ore al giorno fuoricasa alla ricerca di un datore di lavoro, senza poter accudire con continuitàla figlia. Così l’affidano a un centro per l’infanzia. «Ogni notte piango dasola, il mio cuore sanguina, ma non ho scelta. Avrei potuto tenerla con me, maperché farla soffrire?», protesta Maria, mamma della piccola Anastasia, chelavora in un bar ma ancora non può mantenerla.

Chiusoun negozio su 4 e disoccupazione in aumento dal 2009 del 25% (datiKlimaka/Centrimetri). Sono le cifre della crisi in Grecia. Saranno capaci dimobilitare la solidarietà e le iniziative del mondo dell’adozione? O resterannochiusi nel cassetto dell’indifferenza?


Enzo Picco per nocensura.com

La crisi in Grecia ha colpito per prima la vasta eprospera classe media; sono colpiti numerosi quartieri, sorgono zone fantasma emigliaia di greci passano, di punto in bianco, alla categoria dei senzatetto,che la crisi del capitalismo ha cacciato nelle strade, nella disperazione,mentre i governi europei preferiscono salvare le banche.
In una strada polverosa di una ex zona industriale nelcentro di Atene, convertita recentemente in un quartiere alla moda per laclasse media, Lambros ci indica con vergogna la vecchia automobile che è la suacasa da vari mesi.
Lambros, che non vuole apparire col suo nome completo,credeva che il peggio lo avesse vissuto con la morte di sua moglie per ilcancro. Ma poi è arrivata la crisi economica e il progettista di interni persenel 2010 il suo lavoro con il collasso del settore edilizio.
Quindi dovette lasciare il suo appartamento, perché nonriusciva a pagarlo, e si vide costretto a girovagare per un periodo nellestrade prima di trovare posto in un rifugio per i senza tetto della capitalegreca.
“È difficile immaginarsi che una vita facevo una vita completamentedifferente da questa”, dice il greco cinquantacinquenne. “Prima avevo unlavoro, potevo pagare il mio affitto, e da un giorno all’altro ho iniziato avivere mia automobile”. La sua storia è simile a quella del numero sempremaggiore dei senza tetto in tutta la Grecia.
L'aumento della disoccupazione causato dalla recessionenegli ultimi tre anni e la pressione delle riforme fiscali per il riscattogreco fanno strage nella vita di molti, specialmente nella "classemedia", che un tempo era ampia e benestante.
Numerosi quartieri sembrano oggi paesi fantasma. Unnegozio su quattro ha chiuso, e sta diventando una cosa sempre più"normale" vedere i pensionati senza risorse che raccolgono i restidei mercati ambulanti dove si vende frutta e verdura. Ci sono famiglie intereche frugano anche nei cumuli di spazzatura durante la notte.
Il problema dell'abitazione non è nuovo. Anche venti annifa, quando la Grecia viveva un'epoca di relativa prosperità, non erainfrequente vedere gente senza tetto nelle principali città e porti. Maoggi il numero non solo è esploso, ma il profilo di questa popolazione ècambiato in modo sostanziale.
Mentre prima il problema della casa colpiva ceti socialibassi, spesso con problemi di alcool e droga, oggi i senza tetto provengonospesso dalla classe media e dalla popolazione più giovane.
I rappresentanti di Klimaka, un’organizzazione nongovernativa che offre sostegno a queste persone, dicono che in Grecia ilnumero dei senza lavoro è cresciuto del 25 per cento negli ultimi due anni, undato dal forte impatto su un paese con una marcata tradizione familiare.
Antae Alamanou, coordinatore del programma di Klimaka,riporta che ogni settimana circa duecento persone arrivano da loro per lavarsie ricevere cibo, un primo aiuto e vestiti puliti. In una vicina sala da pranzo,circa trecento persone fanno la fila tutti i giorni per ricevere un piatto dicibo caldo. All’inaugurazione, circa dieci anni fa, aveva circa 75 visitatorigiornalieri.
“Il numero di persone senza casa è cresciuto a causadella crisi economica dell'anno scorso, ma anche il profilo è cambiato. Sitratta di persone che avevano una vita normale ma, siccome la crisi che hacolpito tutti i professionisti, ora si trovano in questa situazione”, spiegaAlamanou.
Con un tasso di disoccupazione pari a quasi il 17 percento, i nuovi senza tetto provengono da tutti gli strati della società, ancheda quelli che lavorano in occupazioni stagionali vincolate al turismo.
“Di solito sono uomini di mezza età ancora efficienti, maanche di quelli che stanno per andare in pensione tra i 60 e i 70 anni”,dettaglia Alamanou.
Le persone in difficoltà di solito ricevevano appoggiodalle proprie famiglie, ma la situazione economica è diventata talmente durache genitori, figli, fratelli o cugini hanno sempre di più difficoltà peraiutare i parenti disoccupati. E in paragone ad altri paesi europei, la Grecianon ha alloggi per persone senza tetto e non ha sostegno dallo Stato, né unapolitica ufficiale per contribuire al reinserimento sociale dei disoccupati.
Gli effetti della crisi si vedono oggi soprattutto perstrada.
Leónidas, poco più di 50 anni, due anni fa si è trovatoper strada, senza denaro, famiglia né un soffitto per ripararsi dopo aver persoil suo lavoro di imbianchino. Ha dormito per un periodo sui cartoni assieme adaltri senza tetto e mangiava nelle mense, prima di aver trovato un alloggio.
“Ogni politico in questo paese si è preoccupato solo diriempire le sue tasche”, dice, “e lasciano soli i disoccupati che vivono nellestrade”.
Qualche rimedio: lettera a Monti

Questa lettera che segue l’ho inviataal presidente Monti sul suo spazio facebook
ora giace tra i 2.200 commenti.
Giorni addietro si è sollevato unvespaio su una sua frase sul posto fisso. Poi lei ha voluto meglio precisareche parlava della forzata condizione di flessibilità a cui i giovani debbonoabituarsi. Intanto il suo ministro del lavoro insieme ai sindacati e allaConfindustria continua a consultarsi e a studiare.
Eppure la soluzione esiste:
se la flessibilità è un bene, allorain quanto bene va pagata.

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